Bambina perde un incisivo a scuola: la Corte conferma la responsabilità dell’istituto per mancata vigilanza

Bambina perde un incisivo a scuola: la Corte conferma la responsabilità dell’istituto per mancata vigilanza

Bambina perde un incisivo in classe: la Corte conferma la responsabilità della scuola per mancata vigilanza

La sicurezza degli studenti rappresenta uno dei principali doveri delle istituzioni scolastiche. Una recente sentenza della Corte d’Appello di Perugia ha ribadito con forza questo principio, confermando la condanna nei confronti di un istituto scolastico ritenuto responsabile per un incidente avvenuto durante l’orario delle lezioni.

Il caso riguarda una bambina della scuola primaria che, rientrata in classe dopo la ricreazione, ha perso un incisivo superiore inciampando mentre alcuni compagni stavano giocando tra i banchi. In quel momento l’insegnante si era temporaneamente assentata dall’aula per recarsi in bagno e nessun altro adulto era presente a sorvegliare la classe.  

La decisione dei giudici

I genitori della bambina hanno chiesto il risarcimento dei danni subiti dalla figlia. In primo grado il Tribunale di Perugia ha riconosciuto la responsabilità della scuola, decisione successivamente confermata anche dalla Corte d’Appello.

L’istituto aveva presentato ricorso sostenendo che non fosse stato dimostrato il collegamento tra l’assenza dell’insegnante e l’incidente e che l’eventuale risarcimento dovesse essere coperto dall’assicurazione scolastica. Tuttavia, i giudici hanno respinto tutte le eccezioni, ritenendo che la mancata vigilanza abbia avuto un ruolo determinante nel verificarsi dell’evento.  

Il dovere di vigilanza della scuola

La sentenza richiama un principio consolidato del diritto scolastico: dal momento in cui l’alunno entra nell’istituto fino all’uscita, la scuola è tenuta a garantire la sua sicurezza attraverso un’adeguata attività di vigilanza.

Nel caso esaminato, la Corte ha evidenziato che la presenza dell’insegnante in aula avrebbe con elevata probabilità impedito ai bambini di iniziare a correre tra i banchi, evitando così l’incidente. L’assenza del docente ha quindi impedito alla scuola di dimostrare di aver adottato tutte le misure necessarie per prevenire il danno.  

Perché la sentenza è importante

Questa decisione assume particolare rilievo perché conferma come il dovere di sorveglianza non possa essere sospeso neppure per brevi periodi. L’organizzazione della scuola deve infatti prevedere soluzioni che garantiscano sempre la presenza di un adulto responsabile quando gli alunni si trovano in classe.

La giurisprudenza italiana ribadisce da tempo che la responsabilità dell’istituto scolastico nasce dal rapporto instaurato con l’iscrizione dello studente e comprende l’obbligo di tutelarne l’incolumità durante tutta la permanenza a scuola.  

Le conseguenze della decisione

Con il rigetto dell’appello, la scuola dovrà risarcire i danni riconosciuti alla famiglia e sostenere anche le spese processuali del secondo grado di giudizio. La pronuncia rappresenta un importante richiamo per tutte le istituzioni scolastiche sull’obbligo di organizzare un sistema di vigilanza continuo ed efficace, capace di prevenire situazioni di rischio anche durante momentanee assenze del personale docente.  

Una riflessione sulla sicurezza scolastica

La vicenda dimostra quanto la vigilanza rappresenti un elemento fondamentale della vita scolastica. La tutela degli alunni non riguarda soltanto l’attività didattica, ma comprende ogni momento della permanenza nell’istituto, dalla ricreazione agli spostamenti, fino alle normali attività quotidiane.

La sentenza della Corte d’Appello di Perugia conferma quindi un principio chiaro: garantire la sicurezza degli studenti è un obbligo giuridico e organizzativo che le scuole devono assicurare in ogni circostanza, adottando tutte le misure necessarie per prevenire incidenti e proteggere l’incolumità dei minori affidati alla loro custodia.  

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