Caldo record e caro benzina: riunioni online per tutelare i docenti?

Caldo record e caro benzina: riunioni online per tutelare i docenti?

Caldo record e caro benzina: perché le riunioni online possono tutelare i docenti

Con l’avvicinarsi dell’anno scolastico 2026/2027 torna al centro del dibattito l’organizzazione delle riunioni collegiali. Tra temperature ancora elevate, edifici scolastici non sempre adeguatamente climatizzati e costi dei carburanti in forte aumento, la possibilità di svolgere alcuni incontri online appare una soluzione concreta, moderna e rispettosa del lavoro degli insegnanti.

Secondo i dati pubblicati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il 25 agosto 2026 il prezzo medio self-service sulla rete stradale nazionale ha raggiunto 2,015 euro al litro per la benzina e 2,136 euro per il gasolio. Sulla rete autostradale i valori risultano ancora più elevati: 2,091 euro per la benzina e 2,207 euro per il gasolio. Per i docenti pendolari, chiamati spesso a raggiungere istituti lontani anche per riunioni di breve durata, ogni spostamento può quindi rappresentare un costo significativo. (Dati MIMIT sui prezzi medi nazionali)

Riunioni online: non soltanto una questione di comodità

Svolgere a distanza le attività collegiali compatibili con questa modalità non significa ridurre l’importanza del confronto tra docenti. Significa, piuttosto, utilizzare consapevolmente gli strumenti digitali quando la presenza fisica non è strettamente necessaria.

Una riunione online può permettere di:

  • diminuire gli spostamenti e le relative spese;
  • evitare lunghi viaggi per incontri di breve durata;
  • ridurre il tempo sottratto alla vita personale e familiare;
  • favorire la partecipazione dei docenti che lavorano su più plessi;
  • limitare l’esposizione a locali scolastici particolarmente caldi;
  • rendere l’organizzazione delle attività più agile e sostenibile.

Il digitale non dovrebbe sostituire automaticamente ogni momento in presenza, ma diventare uno strumento organizzativo da utilizzare in modo equilibrato, tenendo conto delle esigenze della scuola e del personale.

Cosa prevede il contratto della scuola

L’articolo 44, comma 6, del CCNL Istruzione e Ricerca 2019-2021 consente alle istituzioni scolastiche di prevedere, attraverso il Regolamento d’istituto, lo svolgimento a distanza delle due ore di programmazione didattica collegiale della scuola primaria e di alcune attività collegiali prive di carattere deliberativo.

Lo stesso articolo prevede la possibilità di estendere la modalità online anche alle attività deliberative indicate al comma 3, lettere a) e b), sulla base dei criteri definiti dal Ministero dell’Istruzione e del Merito dopo il confronto con le organizzazioni sindacali. (Testo ufficiale dell’articolo 44 in Gazzetta Ufficiale)

Rientrano in questa possibilità:

  • le riunioni del Collegio dei docenti;
  • le attività di programmazione e verifica di inizio e fine anno;
  • i consigli di classe, interclasse e intersezione;
  • i Gruppi di lavoro operativo per l’inclusione, ossia i GLO.

Gli scrutini e gli esami, invece, sono disciplinati dalla lettera c) dello stesso articolo e non rientrano nella specifica estensione prevista per le attività indicate alle lettere a) e b).

Le nuove indicazioni del Ministero

Con la Nota n. 3803 del 30 giugno 2026, il Ministero ha comunicato la conclusione del confronto con le organizzazioni sindacali e ha definito i criteri per lo svolgimento a distanza delle attività collegiali con carattere deliberativo.

Le scuole possono integrare il proprio Regolamento d’istituto e prevedere che tali riunioni si svolgano online, integralmente oppure in parte. La scelta, però, non è automatica: ogni istituto deve disciplinare le modalità di partecipazione e utilizzare strumenti adeguati a garantire la validità delle deliberazioni. (Nota MIM n. 3803 del 30 giugno 2026)

In particolare, le procedure devono assicurare:

  • l’identificazione certa dei partecipanti;
  • il carattere personale e univoco del voto;
  • la trasparenza e la verificabilità delle operazioni;
  • la sicurezza e l’integrità dei dati;
  • la correttezza del procedimento deliberativo;
  • la protezione dei dati personali;
  • la reale segretezza del voto, quando prevista;
  • la corretta verbalizzazione e conservazione dei risultati.

Non è quindi sufficiente avviare una semplice videoconferenza. La scuola deve verificare che la piattaforma e le procedure utilizzate rispettino i requisiti tecnico-organizzativi stabiliti dal Ministero. (Requisiti tecnici per riunioni e votazioni online)

Una scelta di equilibrio e rispetto

In un periodo caratterizzato da caldo intenso e carburanti particolarmente costosi, obbligare i docenti a percorrere molti chilometri per partecipare a una riunione che potrebbe essere svolta regolarmente online rischia di apparire poco razionale.

La presenza resta fondamentale quando serve un confronto diretto, complesso o particolarmente delicato. Tuttavia, per numerose attività organizzative e collegiali, il collegamento a distanza può rappresentare una scelta di buon senso: consente di risparmiare tempo e denaro, riduce gli spostamenti e tutela maggiormente il benessere del personale.

La vera sfida consiste nel trovare un equilibrio tra efficienza, partecipazione democratica e qualità del confronto. Utilizzata correttamente e nel rispetto delle regole, la tecnologia può rendere la scuola più moderna, sostenibile e attenta alle esigenze concrete di chi ogni giorno vi lavora.

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