DOCENTI SOPRANNUMERARI 2026/27: cosa succede ai perdenti posto e quali scelte possono fare.
Con l’avvicinarsi del nuovo anno scolastico 2026/27 torna al centro dell’attenzione il tema dei docenti soprannumerari, comunemente definiti “perdenti posto”. Una situazione che ogni anno coinvolge migliaia di insegnanti italiani e che nasce principalmente dalla riduzione delle classi, dal calo delle iscrizioni e dalla conseguente diminuzione dell’organico nelle scuole.
Negli ultimi giorni numerose testate specializzate del settore scuola, tra cui Orizzonte Scuola e altri portali dedicati alla mobilità scolastica, stanno approfondendo le novità riguardanti trasferimenti, graduatorie interne e assegnazioni d’ufficio previste per il prossimo anno scolastico.
Quando un docente diventa soprannumerario
Un insegnante viene individuato come soprannumerario quando nella scuola di titolarità non è più possibile garantire una cattedra completa relativa alla propria classe di concorso.
Questo può accadere per diversi motivi:
* diminuzione del numero degli studenti;
* accorpamento delle classi;
* riduzione dell’organico scolastico;
* impossibilità di costituire una cattedra completa di 18 ore;
* mancata possibilità di completamento tramite COE (cattedra orario esterna).
Ogni istituzione scolastica, infatti, deve predisporre e aggiornare le graduatorie interne d’istituto relative al personale docente titolare a tempo indeterminato.
La posizione di ciascun insegnante viene determinata sulla base di vari elementi:
✔️ anzianità di servizio
✔️ esigenze di famiglia
✔️ continuità didattica
✔️ titoli culturali e professionali
✔️ punteggio complessivo maturato nel tempo
Nel caso in cui l’organico venga ridotto, i docenti collocati nelle ultime posizioni della graduatoria possono essere dichiarati soprannumerari.
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Cosa deve fare il docente perdente posto
Dopo aver ricevuto la comunicazione ufficiale della condizione di soprannumero, il docente ha a disposizione pochi giorni per decidere come procedere.
Le possibilità previste dalla normativa sono tre:
1. Domanda di trasferimento condizionata
Il docente può presentare domanda condizionata mantenendo alcuni diritti di precedenza per il rientro nella scuola di precedente titolarità nel caso in cui si liberino posti disponibili negli anni successivi.
2. Trasferimento volontario
L’insegnante può decidere di presentare una normale domanda di mobilità scegliendo liberamente sedi, comuni o province di interesse.
3. Nessuna domanda
Nel caso in cui il docente non presenti alcuna istanza, l’Ufficio scolastico procederà con il trasferimento d’ufficio sulla base delle disponibilità presenti sul territorio.
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Come funziona il trasferimento d’ufficio
Uno degli aspetti che preoccupa maggiormente i docenti riguarda proprio il trasferimento d’ufficio.
In questo caso l’assegnazione avviene tenendo conto:
* del punteggio posseduto dal docente;
* della graduatoria interna d’istituto;
* delle disponibilità residue;
* delle tabelle di viciniorità territoriale.
Il docente potrebbe quindi essere trasferito:
📌 in un’altra scuola dello stesso comune;
📌 in un comune differente della stessa provincia;
📌 in sedi vicine individuate secondo criteri territoriali stabiliti dagli uffici scolastici.
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Una procedura delicata per migliaia di insegnanti
Quella dei docenti soprannumerari è una situazione particolarmente delicata perché coinvolge aspetti lavorativi, familiari e personali molto importanti.
Molti insegnanti rischiano infatti di perdere la continuità didattica costruita negli anni oppure di dover affrontare trasferimenti lontani dalla propria sede abituale.
Per questo motivo gli esperti del settore consigliano sempre di:
✔️ controllare attentamente il proprio punteggio in graduatoria;
✔️ verificare eventuali errori nella valutazione dei titoli;
✔️ rispettare le scadenze previste;
✔️ compilare con attenzione le domande di mobilità;
✔️ informarsi sulle possibilità previste dalla normativa vigente.
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Il tema al centro del dibattito scuola 2026/27
Negli ultimi giorni il tema dei soprannumerari sta ricevendo grande attenzione da parte delle principali testate scolastiche italiane. Le nuove procedure di mobilità, i criteri di trasferimento e le modalità di assegnazione dei posti saranno infatti determinanti per migliaia di docenti in vista del prossimo anno scolastico 2026/27.