Caldo estremo e rientro a scuola: il dibattito si riapre
Le temperature elevate che stanno interessando la Puglia riportano al centro dell’attenzione un problema sempre più urgente: garantire a studenti, docenti e personale ATA ambienti scolastici sicuri, vivibili e adeguati anche durante le ondate di calore.
La Protezione Civile regionale ha comunicato la prosecuzione dell’ondata di caldo nelle giornate del 31 agosto, 1° e 2 settembre 2026. Le temperature massime previste raggiungono i 32 °C, con valori percepiti fino a 37 °C e possibili ulteriori aumenti nelle zone interne. Per lo stesso periodo il Ministero della Salute ha indicato il livello 3, quello di massima allerta.
La raccomandazione rivolta alla popolazione è di limitare l’esposizione nelle ore più calde, bere regolarmente e prestare particolare attenzione ai bambini e alle persone fragili. La comunicazione completa è disponibile sul sito della Protezione Civile della Regione Puglia.
In questo contesto si inserisce la proposta di Massimiliano Stellato, consigliere comunale di Forza Italia a Taranto, che ha chiesto al presidente della Regione Puglia Antonio Decaro di valutare il rinvio di una settimana dell’apertura delle scuole, oppure uno slittamento limitato al tempo necessario per superare la fase di caldo più intenso.
La proposta: posticipare il rientro per tutelare studenti e personale
Secondo Stellato, numerosi edifici scolastici non disporrebbero di impianti di climatizzazione adeguati o di sistemi efficaci per schermare le aule dall’irraggiamento solare.
Trascorrere diverse ore in locali molto caldi potrebbe rendere più difficile la permanenza in classe e incidere sul benessere, sull’attenzione e sulla qualità dell’apprendimento. La richiesta è stata riportata il 31 agosto da Antenna Sud.
È però importante precisare che, alla data del 31 agosto 2026, si tratta di una proposta e non di un rinvio già approvato. Il calendario ufficiale resta quindi in vigore fino all’eventuale pubblicazione di un nuovo provvedimento regionale.
Il confronto non riguarda soltanto la richiesta avanzata da Stellato. Nelle ultime giornate è emersa anche l’ipotesi di una rimodulazione più ampia del calendario pugliese: un rientro posticipato potrebbe essere compensato riducendo alcuni ponti o sospensioni durante l’anno.
Il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, Giuseppe Silipo, ha manifestato disponibilità al confronto, ricordando tuttavia la necessità di rispettare il numero minimo di giornate di lezione previsto dalla normativa. Il dibattito è stato ricostruito anche da La Tecnica della Scuola.
Cosa prevede il calendario scolastico pugliese 2026/2027
Il calendario approvato dalla Regione Puglia stabilisce l’inizio delle lezioni per giovedì 17 settembre 2026. Le singole istituzioni scolastiche possono anticipare la data nell’ambito della propria autonomia.
Il termine delle attività è fissato all’8 giugno 2027 per la scuola primaria e secondaria e al 30 giugno 2027 per la scuola dell’infanzia.
La programmazione regionale prevede:
- 205 giorni di attività per le scuole diverse dall’infanzia;
- 224 giorni per la scuola dell’infanzia;
- avvio delle lezioni il 17 settembre 2026;
- conclusione l’8 giugno 2027 oppure il 30 giugno per l’infanzia.
I dati sono riportati nel calendario ufficiale della Regione Puglia, approvato il 25 marzo 2026 d’intesa con l’Ufficio scolastico regionale e dopo il confronto con le organizzazioni sindacali.
Sul piano nazionale, l’articolo 74 del Decreto legislativo 297/1994 assegna allo svolgimento delle lezioni almeno 200 giorni.
Un eventuale rinvio dovrebbe quindi essere formalizzato e coordinato in modo da garantire il monte annuale previsto, come indicato dal testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Perché il caldo nelle aule non è soltanto un problema di comfort
La temperatura percepita all’interno di una classe non dipende esclusivamente dai gradi rilevati all’esterno.
L’INAIL spiega che il microclima è determinato anche dall’umidità relativa, dalla temperatura radiante, dalla velocità dell’aria, dalle caratteristiche dell’edificio e dalla presenza o meno di impianti di ventilazione o raffrescamento.
Quando le condizioni diventano severe, il caldo può compromettere il benessere psicofisico e la salute dei lavoratori. Le indicazioni sono raccolte nella sezione dedicata allo stress termico dell’INAIL.
Anche l’apprendimento può risentirne. Un rapporto UNICEF del 2026, riferito ai sistemi educativi dell’Africa orientale e meridionale ma basato su evidenze più ampie relative al rapporto tra clima e istruzione, segnala che temperature elevate e ondate di calore possono ridurre la concentrazione, la prestazione cognitiva e i risultati negli esami, oltre a incidere sulla produttività e sul benessere del personale scolastico. Il documento è consultabile sul sito UNICEF.
Il tema, quindi, non riguarda soltanto la comodità. Una scuola eccessivamente calda può rendere più faticoso seguire le lezioni, aumentare il rischio di malori e creare difficoltà maggiori per bambini piccoli, persone con patologie, studenti con disabilità e lavoratori particolarmente vulnerabili.
Rinviare le lezioni può essere utile, ma non basta
Un breve posticipo può rappresentare una misura temporanea quando le previsioni indicano condizioni eccezionali. La decisione, però, dovrebbe essere presa sulla base di dati aggiornati, delle temperature realmente attese in prossimità del rientro e delle condizioni dei singoli edifici.
Lo slittamento comporterebbe inoltre conseguenze organizzative per famiglie, trasporto scolastico, mense, personale e programmazione didattica.
Soprattutto, non risolverebbe il problema strutturale: il caldo può ripresentarsi a maggio e giugno, durante gli esami o nelle attività che proseguono nel periodo estivo.
Per questo il dibattito sul calendario dovrebbe essere accompagnato da un piano più ampio di adattamento climatico delle scuole, con interventi quali:
- monitoraggio della temperatura e dell’umidità nelle aule;
- schermature solari, tende certificate e pellicole per le superfici vetrate;
- ventilazione e sistemi di raffrescamento efficienti;
- isolamento termico, manutenzione degli infissi e riqualificazione energetica;
- disponibilità costante di acqua e pause adeguate nelle giornate più calde;
- rimodulazione temporanea degli orari e delle attività in presenza di condizioni critiche;
- cortili alberati, zone d’ombra e spazi verdi capaci di ridurre l’accumulo di calore;
- procedure chiare per assistere studenti e lavoratori in caso di malore.
La priorità è una scuola sicura, dignitosa e pronta al cambiamento climatico
Il confronto aperto in Puglia pone una domanda che riguarda tutto il Paese: il calendario scolastico deve restare immutabile anche quando le condizioni climatiche cambiano profondamente?
La risposta non può ridursi a scegliere tra aprire o rinviare. Servono criteri trasparenti, comunicazioni tempestive alle famiglie e investimenti capaci di rendere gli edifici scolastici realmente sicuri durante tutto l’anno.
Il calendario può essere adattato in presenza di un’emergenza, ma l’obiettivo di lungo periodo deve essere quello di evitare che studenti, docenti e personale siano costretti a studiare e lavorare in ambienti inadatti.
La salute viene prima di ogni data, ma anche il diritto allo studio deve essere protetto. Le due esigenze non sono in contrasto: una scuola moderna deve garantire entrambe.
Contined Corporation Economy continuerà a seguire gli aggiornamenti sul calendario scolastico 2026/2027 e sulle eventuali decisioni ufficiali della Regione Puglia.