Stop a smartphone e tablet sotto i 3 anni: la proposta per tutelare lo sviluppo dei bambini

Stop a smartphone e tablet sotto i 3 anni: la proposta per tutelare lo sviluppo dei bambini

Niente schermi sotto i 3 anni: la proposta che punta a proteggere lo sviluppo dei più piccoli

Smartphone, tablet e altri dispositivi digitali potrebbero presto essere vietati ai bambini sotto i tre anni. È questo l’obiettivo della proposta di legge presentata al Senato e sostenuta dalla Società Italiana di Pediatria (SIP), dalla Fondazione Terre des Hommes e da parlamentari di diversi schieramenti politici. L’iniziativa nasce dalla crescente evidenza scientifica che mette in relazione l’esposizione precoce agli schermi con possibili effetti negativi sullo sviluppo neurocognitivo, linguistico, emotivo e relazionale dei bambini. 

Il disegno di legge non si limita a prevedere un divieto per la fascia 0-3 anni, ma punta a costruire un vero percorso di prevenzione e informazione rivolto alle famiglie. Pediatri, ostetriche, consultori, punti nascita e corsi pre-parto avranno un ruolo centrale nell’accompagnare i genitori verso un utilizzo più consapevole della tecnologia, spiegando perché nei primi anni di vita siano fondamentali il gioco, il movimento, il contatto umano, il linguaggio e l’interazione diretta con gli adulti. 

Alla base della proposta vi sono numerosi studi scientifici analizzati dalla Società Italiana di Pediatria, secondo cui un’esposizione eccessiva agli schermi nei primi anni può aumentare il rischio di ritardi del linguaggio, difficoltà attentive, alterazioni del sonno e problemi nella regolazione delle emozioni. L’obiettivo non è demonizzare la tecnologia, ma promuoverne un utilizzo graduale e adeguato all’età, preservando una fase della crescita considerata fondamentale per lo sviluppo del cervello. 

La proposta prevede inoltre l’elaborazione di Linee Guida nazionali che forniscano indicazioni anche per le fasce di età successive, stabilendo tempi e modalità di utilizzo dei dispositivi digitali. Nei servizi educativi destinati ai bambini più piccoli si punta a privilegiare attività basate sul gioco libero, sulle relazioni, sul movimento e sulla comunicazione, riducendo al minimo la presenza degli schermi durante le attività educative. 

Il dibattito resta aperto e il testo dovrà affrontare l’intero iter parlamentare prima di diventare legge. Tuttavia, la proposta rappresenta un importante segnale di attenzione verso la tutela dell’infanzia e apre una riflessione sul ruolo della tecnologia nella crescita dei bambini, cercando un equilibrio tra innovazione digitale e benessere psicofisico delle nuove generazioni. 

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