Scuola, dal prossimo settembre oltre 2mila posti ATA in meno: sindacati sul piede di guerra
Dal prossimo anno scolastico il personale ATA subirà una nuova riduzione di organico. Il taglio previsto riguarda 2.174 posti in tutta Italia e sta già provocando forti reazioni da parte dei sindacati della scuola, che parlano di una decisione destinata ad aggravare le difficoltà quotidiane degli istituti scolastici.
La misura rientra negli interventi di razionalizzazione della spesa pubblica previsti dalla Legge di Bilancio e interesserà diverse figure professionali del comparto ATA: collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici. Una scelta che, secondo molte organizzazioni sindacali, rischia di colpire un settore già in forte sofferenza.
“Le scuole non riescono più a reggere”
Secondo ANIEF, il ridimensionamento degli organici rappresenta un errore strategico che finirà per ricadere direttamente su studenti, famiglie e personale scolastico. Il sindacato sottolinea come, negli ultimi anni, le scuole abbiano visto aumentare le incombenze burocratiche e organizzative senza un corrispondente incremento del personale.
Molti istituti, infatti, già oggi faticano a garantire il normale funzionamento delle attività quotidiane. In numerosi casi il numero dei collaboratori scolastici è insufficiente per coprire tutti i plessi, assicurare la sorveglianza degli alunni e garantire la sicurezza degli ambienti scolastici.
Anche gli uffici di segreteria si trovano spesso in difficoltà a causa della carenza di assistenti amministrativi, mentre i laboratori tecnici di molte scuole superiori continuano a operare con personale ridotto.
A rischio sicurezza e inclusione
Uno degli aspetti più critici riguarda la gestione degli studenti con disabilità e bisogni educativi speciali. Il personale ATA svolge infatti un ruolo fondamentale nel supporto all’inclusione scolastica, collaborando con docenti e famiglie nella gestione quotidiana degli alunni più fragili.
La riduzione del personale potrebbe quindi avere conseguenze concrete anche sulla qualità dell’assistenza garantita agli studenti. Secondo i sindacati, tagliare proprio in questo momento significa ignorare le reali esigenze della scuola italiana.
Le difficoltà riguardano anche la sicurezza: meno collaboratori scolastici significa meno controllo degli spazi comuni, minore sorveglianza durante ingressi e uscite e maggiori problemi nella gestione delle emergenze.
“Si scaricano sulle scuole i costi dei risparmi”
Le organizzazioni sindacali parlano apertamente di una politica di risparmio che penalizza il mondo dell’istruzione. Secondo ANIEF, il Governo starebbe chiedendo alle scuole di fare sempre di più con meno risorse umane, aumentando il carico di lavoro per il personale già in servizio.
In molti istituti il personale ATA è costretto a svolgere mansioni aggiuntive per sopperire alle carenze di organico. Una situazione che, secondo i rappresentanti dei lavoratori, rischia di peggiorare ulteriormente dal prossimo settembre.
I sindacati ricordano inoltre che negli ultimi anni le scuole hanno dovuto affrontare nuove esigenze organizzative: digitalizzazione amministrativa, gestione dei fondi PNRR, aumento degli adempimenti burocratici e necessità di maggior controllo degli edifici scolastici.
Le richieste dei sindacati
Le sigle sindacali chiedono ora un confronto urgente con il Ministero dell’Istruzione e del Merito per rivedere i criteri di riduzione degli organici. Tra le richieste principali ci sono il blocco dei tagli, il potenziamento del personale ATA e la stabilizzazione dei lavoratori precari che da anni garantiscono il funzionamento delle scuole.
Secondo i rappresentanti del settore, investire nel personale ATA significa investire nella qualità del sistema scolastico. Le scuole, spiegano, non possono funzionare esclusivamente grazie ai docenti: dietro ogni attività quotidiana esiste il lavoro silenzioso di migliaia di collaboratori, tecnici e amministrativi indispensabili per garantire servizi efficienti.
Preoccupazione in vista del nuovo anno scolastico
Con l’avvicinarsi delle operazioni sugli organici per il 2026/2027, cresce quindi la preoccupazione tra i lavoratori del comparto ATA. Molti temono che la riduzione dei posti possa tradursi in maggior precarietà, aumento dei carichi di lavoro e peggioramento delle condizioni operative nelle scuole.
La questione resta ora al centro del confronto tra Ministero e sindacati, mentre il personale scolastico attende risposte concrete per evitare che il prossimo anno scolastico inizi con ulteriori difficoltà organizzative.